Théorie du droit

Dans l’arrêt Bachan Singh v. État du Pendjab [1] de 1980, la Cour suprême de l’Inde estima que la peine de mort ne saurait plus être prononcée qu’à titre exceptionnel. Ses motifs : l’exigence légale d’une motivation particulière, l’individualisation maximale de la peine, qui doit tenir compte notamment de la personnalité du condamné, le souci du juge de ne pas charger sa conscience et enfin la notion de « conscience collective » qui lui dicte le choix à faire.

[1] AIR 1980 SC 898

Quand il incombe à un juge d’évaluer ce qu’est une faute civile et de fixer le montant de la réparation d’un dommage, il en résulte un risque d’abus de ce pouvoir, que l’on soit en pays de droit écrit ou prétorien. En témoigne une décision indienne [1] qui laisse planer le doute sur le but des dommages-intérêts exorbitants prononcés. Face à de telles dérives, une intervention du législateur est souhaitable.

 

[1] Mr. Parshuram Babaram Sawant v. Times Global Broadcasting Co. Ltd. & Mr. Arnab Goswami, V.K. Deshmukh 6th Jt. C. J. S. D. Pune, Special Civil Suit No. 1984/2008

Janet Halley, professoressa all’Università di Harward, nell’opera “Taking a break from feminism” vuole cercare di concentrarsi sui principali filoni di pensiero che hanno nel corso del tempo influenzato il “femminismo giuridico”.

 Questo può essere considerato come un insieme di teorie che si pone l’obbiettivo di “smascherare” il carattere di neutralità del diritto, dimostrando come in realtà questo sia disuguale e discriminatorio, poiché impregnato di una cultura prevalentemente maschile.[1]

Hans Kelsen, giurista e filosofo austriaco vissuto a cavallo fra ‘800 e ‘900, è uno dei più noti positivisti a livello internazionale.

Noto soprattutto per la sua teoria sulla Grundnorm (norma fondamentale che attribuisce riconoscimento e validità a tutte le norme giuridiche vigenti in una società), ha portato un importante contributo allo studio del diritto internazionale.

La cultura contemporanea si contraddistingue per la viva coscienza linguistica e per la consapevolezza della possibilità di decomporre e ricomporre linguaggi, attraverso le prassi e gli interventi filosofici, letterari, giuridici di decomposizione e ricomposizione. Tramite l’orientamento gius-realistico e la teoria scettica della scuola genovese Riccardo Guastini, allievo di Giovanni Tarello, ascrive l’interpretazione nella filosofia del diritto tra le insidie del linguaggio e del meta-linguaggio. Il lavoro di analisi e di chiarificazione concettuale svolto negli anni da Riccardo Guastini (Genova, 1946) rappresenta una grammatica teorica imprescindibile per chi si occupa di interpretazione giuridica. Il grande teorico del diritto grazie a dicotomie ed esemplificazioni ha reso comprensibile il complesso fenomeno dell’interpretazione. Nell’opera “L’interpretazione dei documenti normativi”, oltre ad altri argomenti inerenti al tema, Guastini cerca di definire l’interpretazione giuridica basandosi sulla propria teoria interpretativa sottolineando i problemi riscontrabili al momento dell’interpretazione.  

Quand l’évolution sociale prend de l’avance sur la règle de droit, le combat contre l’obsolescence législative est parfois pris en main par une initiative populaire en France et aux Etats-Unis. Cette recherche de cohérence démocratique se traduit tantôt par une proactivité citoyenne, tantôt par la création de nouveaux instruments juridiques mis en place pour celle-ci. 

L’utilisation du standard juridique objectif dénommé “personne raisonnable” en droit américain octroie une flexibilité décisionnelle au juge. Cependant son potentiel d’individualisation au cas d’espèce ne garantit pas autant de sécurité juridique que le standard français du “bon père de famille”, hybride, remplacé en 2014 par le terme américain abstrait.

La tematica dell’esistenza autonoma del “dovere obiettivo” di obbedire al diritto, rappresenta un problema di grande importanza nell’ambito della filosofia politica e della filosofia del diritto. La riproposizione del rapporto concettualmente necessario, fra diritto e morale, viene oggi considerata come una conseguenza dello sviluppo delle idee di uno dei più importanti positivisti di questo secolo, H.Hart, al quale, con la sua ”practice theory of norms”, suole ricondursi la genesi del “modello dell’autonomia” dell’obbligo giuridico in chiave convenzionalista(M.

Accademico di fama internazionale e allievo di Norberto Bobbio,  Luigi Ferrajoli si pone come una delle voci più autorevoli nel panorama della filosofia del diritto italiana.
La sua opera “Diritti fondamentali. Un dibattito teorico”  [i] affronta il problema dei diritti fondamentali sia dal punto di vista del giurista, sia da quello del filosofo.

 

 

PARTE 1. INTRODUZIONE ALL'OPERA

Stefano Rodotà giurista engagé e il suo manifesto per una costituzione infinita.